Pubblicità totalitariste


La pubblicità non è mai stata così invadente. La devi guardare a lato dei siti internet, tra un video di YouTube e l'altro (e all'interno dello stesso video), in metropolitana, sulla fiancata dei bus e anche sulla cara vecchia TV generalista. Ed è proprio quest'ultima forma di pubblicità che è diventata particolarmente fastidiosa. Non solo la TV, probabilmente percependo la sua imminente fine, sta cercando di razziare tutto il razziabile prima di tirare le cuoia e si è ormai trasformata in un'enorme televendita, ma gli spot destinati a questa piattaforma rivelano un'ideologia preoccupante. 
 
Non ci si può certo aspettare dei messaggi rivoluzionari da questa forma di comunicazione, che deve sempre mostrare i lati più positivi della società che cerca di propinare, ma ultimamente sembra che l'obiettivo non sia più solo quello di vendere il prodotto, quanto quello di vendere un modello di società oppressivo spacciandolo per "cool". 
 
Le pubblicità dei servizi di delivery vincono per distacco il premio Orwell. Nell'ultimo capolavoro, una giovane dipendente d'ufficio seduta alla sua scrivania deve scegliere cosa ordinare per la pausa pranzo. Così, impegna tutta la sua creatività per effettuare la scelta e vediamo gli omini nel suo cervello freneticamente all'opera per selezionare una delle miriadi di opzioni che il servizio mette a disposizione. È tutto colorato, simpatico, inoffensivo. Che ci sarà poi di tanto male?
 
Tutto normale eh? È questo il problema, che non vi accorgete di nulla. Intanto, la pausa pranzo non è concepita: tu non esci dall'ufficio, perché loro ti devono portare da mangiare, così sono tutti contenti, loro che guadagnano, tu che non interrompi il lavoro e aumenti la tua produttività e il sistema che prospera rigoglioso senza quei fastidiosi orpelli sindacali. 
 
Inoltre, l'unico campo in cui ti è concessa libertà d'arbitrio e persino creatività è quella della scelta del cibo pronto sovrimballato che consumerai davanti al PC, tra una mail e l'altra, senza neanche sentirne il gusto. E la giovane dipendente è concentratissima, la mente ci si mette d'impegno per districarsi tra le alternative. E dopo, ecco il volto soddisfatto di chi sa di aver fatto la cosa giusta e ora si gode il suo meritato hamburgerone in pace con il sistema a cui ha votato la propria vita. 
 
Ovviamente nessuna traccia degli abbondanti imballaggi in cui arriva il "pacco", del fattorino che sale fino al quattordicesimo piano del palazzone di vetro e si perde nel labirinto dell'immenso open space per rintracciare la destinataria, la quale prende il pacco senza neanche alzare lo sguardo e allugando due euro di mancia, perché poi non le si dica che non è generosa. E finalmente passa in secondo piano il messaggio che il dipendente non ha più diritto a una pausa, anzi guardate come è "cool" non farla. D'altronde, diciamocelo, già non avete più la pausa, noi non facciamo altro che offrirvi un servizio di cui avete bisogno, noi siamo al vostro servizio. Certo, non abbiamo alcun interesse a farvi reclamare il vostro diritto, e perché dovremmo? Gli affari vanno a gonfie vele! Piuttosto, cerchiamo di addolcirvi un po' la pillola ritraendovi come dei veri creativi nella scelta del pokè, anche questo è un servizio. 
 
Ma lo stesso vale per quegli spot ambientati nel focolare di casa. La serata diventa magica perché è uscita la nuova puntata della serie preferita, allora la casa assume un'atmosfera circense e la coppietta che la abita magicamente si ritrova addosso abiti di gala e con i poteri acquisiti prepara una pizza in un attimo e stappa una bottiglia della famosa bevanda per coronare questa vita da sogno. Tradotto: l'unica gioia a cui aspirare nella tua vita è quella di arrivare a casa stravolto e farti marcire il cervello davanti a una merdosa serie TV ideologizzata, senza avere il tempo di fare altro, tanto la pizza arriva come per magia e la bevanda te la fa ruttacchiare per bene così non ti rimane sullo stomaco e domattina sei di nuovo produttivo come dovresti. E siete tutti contenti, anzi "basta poco" per esserlo, per trasformare un normale lunedì in una fiaba. Ma di che vi lamentate?
 
Non c'è niente di magico nell'ordinare l'asporto di quella merda che ingoiate. È solo il frutto di una società che non ti lascia neanche il tempo di prepararti da mangiare, perché persino il nutrimento è considerato una perdita di tempo. Ma allora mettiamo delle cazzo di flebo sulla scrivania, un catetere e andiamo avanti tutto il giorno. Ma per che cosa poi? Qual è lo scopo? Non guadagnate comunque una minchia e se guadagnate vi invischiate in debiti che poi vi durano tutta la vita (e quindi la dovete trascorrere al lavoro), oppure diventate davvero ricchi ma per mantenere il vostro status inutilmente pomposo dovete guadagnare sempre di più e alla fine nonostante tutta la vostra ricchezza passate più tempo in ufficio dell'ultimo degli stagisti. 
 
Insomma, non fate un favore a voi stessi se mangiate la merda di Glovo e simili, non fate un favore al pianeta perché inquinate come dei porci (ma tanto che ve ne fotte, oppure "ma tanto io riciclo") e nonostante vi sentiate dei benefattori, no, non fate un favore neanche al fattorino, anzi lo tenete ben bene legato al suo stato di schiavitù perenne. Mi fanno ridere quelli che dicono che ci vorrebbero paghe migliori e più diritti per questi lavoratori, come se il problema fosse il "come", non l'esistenza stessa di questo settore e il fatto che sia diventato così importante per l'economia, non solo perché contribuisce al PIL, ma anche perché evita di far scoppiare una bomba sociale tenendo a bada tutti questi migranti con gli spiccioli che guadagnano da questi lavori inutili. Immagino invece che qualche euro in più risolverebbe la situazione, vero sindacati? 
 
Così oltre a schiavizzarti tu, schiavizzi a tua volta, perpetrando un sistema che insiste continuamente sul presentarti la vita come un trionfo di prosperità per evitare di farti sorgere dei dubbi. E così anche il fattorino, che viene da una realtà diversa e avrebbe anche una mentalità diversa, che potrebbe aprirti gli occhi, non fa altro che buttarsi in questa mischia, per di più con meno esperienza di chi questo sistema già lo naviga da anni, e fa sempre di più sperando così di ottenere di più. L'equazione gli sembra semplice, più lavoro = più guadagno, e in fondo anche tu la pensi così o comunque se sei già abbastanza disilluso da aver capito come funziona, non fai niente di diverso.
 
Insomma, quello che voglio dire è: FATEVI DA MANGIARE STRONZI! 
 
- Plida 
 

Commenti