Le città puzzano, ma a te non interessa, tu guardi la televisione

La sera, dopo una giornata di lavoro, ti godi il tuo meritato riposo, perché chiaramente se non avessi lavorato non te lo saresti meritato. Ma eccoti lì, con un bel verso soddisfatto affondi nel divano e finalmente puoi goderti l'unico passatempo che la società ti consente: "mo me guardo nu poco de televisione". 

Ma neanche quel passatempo è gratuito: paghi non solo con il tuo tempo sorbendoti una valanga di pubblicità, ma anche con la tua attenzione morbosa alle disgrazie del mondo, così che sei sempre un po' sulle spine e nei momenti in cui non vuoi pensare ai tuoi problemi (problemi che tra l'altro ti sei creato da solo), devi pensare a quelli degli altri. Ma è sempre un pensiero passivo, che non porta a nessun tipo di azione se non a una indignazione vaga e ad ampio spettro. D'altronde sono problemi lontani, su cui tu non hai alcuna possibilità di azione. 

I problemi vicini, invece, quelli su cui veramente potresti intervenire personalmente, forse addirittura risolverli, non te li fanno vedere oppure te li presentano come se non ti riguardassero o come se fossero insormontabili e quindi tanto vale non fare niente neanche in quel caso e ancorarsi alla cara vecchia indignazione generale. 

Guarda questo servizio, per esempio: a Pechino l'aria è così inquinata che il sole del mattino è coperto da una coltre fuligginosa e la gente gira con le mascherine. "Maronna mia, guarda come stanno messi questi", commenti con fare tra il disgustato e il dispiaciuto. Ma la notizia finisce lì, subito seguita dalle ultime sul divorzio VIP del decennio. Non ti è richiesto di pensare, di analizzare, di agire. No, devi solo abbassare la testa, contrito, e domattina ricominciare con la tua vita. Perché se tu facessi un passo in più nel tuo ragionamento, ti renderesti conto non solo che la responsabilità di quell'inquinamento è anche tua e di tutte le troiate inutili che compri su Amazon o al negozio dei China, del telefono che cambi ogni due per tre, del macchinone che sfoggi fiero nel tragitto di un km che divide casa dal posto di lavoro, ma vedresti anche che la tua situazione non è poi tanto diversa.

Sì, perché tu abiti in Pianura Padana e se non passassi l'80% del tuo tempo da sveglio al lavoro e il restante 20% a guardarti "nu poco" di meritata TV, se andassi un po' in giro per la città A PIEDI mentre tutti gli altri si affollano sulle strade verso il lavoro "che nobilita l'uomo", se provassi per un attimo a fermarti e guardare la tua vita da fuori, ti renderesti conto che forse Pechino non è poi tanto lontana. 

Nelle città medie della Pianura Padana, quelle dove, complice il minor spazio, l'aria putrida ristagna ancor più che altrove, in certi periodi di particolare siccità il cielo e il sole hanno lo stesso aspetto del cielo di Pechino, e l'aria lo stesso fetore. Basta salire qualche metro sul livello del mare e guardare il panorama dall'alto per accorgersi che su tutta la Pianura aleggia come una seconda atmosfera; e tu vivi lì sotto, tutti i giorni. 

Ma a te non interessa, perché tanto tu al lavoro ci vai in macchina, quindi sei in mezzo alla calca e il tuo problema più pressante è toglierti di mezzo i tuoi rivali più lenti per raggiungere la destinazione in tempo. In macchina l'aria non puzza, hai l'aria condizionata filtrata, nessuno rischia di stirarti, anzi hai comprato apposta un bel macchinone per stare più al sicuro anche dalle altre auto, poi vai a casa o in palestra e non guardi troppo fuori. E se il cielo ha il colore del fondo di un cesso pubblico a fine giornata, non puoi certo fartene una colpa. 

D'altronde la tua auto è una euro 6, il non plus ultra della tecnologia ambientale, anzi l'hai cambiata proprio per essere in regola con la "legislazione vigente", perciò "io shto apposto". Quei fumi vengono dalle fabbriche, dagli allevamenti, non è sicuramente colpa tua, tu non puoi farci niente. In un certo senso non ti riguarda: al lavoro bisogna andare, mangiare bisogna mangiare, non stai mica facendo niente di male. 

Invece la colpa è proprio tua. Le industrie e gli allevamenti sono fuori città, mentre le auto girano e stragirano NELLE ZONE RESIDENZIALI, posti dove la gente abita, lavora, va a scuola, va al parco. E tu insozzi tutto questo con il tuo bestione motorizzato, in una città piccola e dalle strade strette, dove non hai assolutamente bisogno di un mezzo del genere. E comunque anche le industrie e gli allevamenti diminuiscono se tu cominci a farti qualche domanda in più su quello che compri al supermercato, o se smetti proprio di andare al supermercato e cominci a pensare a un modello di spesa più responsabile. 

Tu devi cominciare ad organizzarti la vita in modo tale che l'ambiente sia una delle tue priorità. Trovati lavoro vicino casa (o viceversa), spostati quotidianamente senza mezzi motorizzati, non metterti nella posizione di dover guadagnare (e quindi produrre) sempre di più per poter mantenere uno stile di vita basato sulla "roba". Vai nella natura la domenica, non allo stadio, e impara a conoscerla e a rispettarla. Comincia a cambiare le cose su cui hai un'influenza diretta, il resto seguirà. 

Anche perché poi è inutile che fai figli se questa è la vita che non solo gli apparecchi, ma anche gli insegnerai una volta che saranno cresciuti. "Non andare in bici, che è pericoloso" e non gli fai muovere un passo giù dalla macchina, costituendo a tua volta un pericolo per i figli degli altri, che la macchina non la possono o non la vogliono usare. 

Tira fuori quella cazzo di bicicletta dal box. 

-Plida 

 

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